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Micro-accoglienza diffusa

NUORO. Al numero 64 di via Chironi, a pochi passi dal portone della chiesa del Rosario, e ben lontano dalle polemiche che si scatenano puntuali a ogni ondata migratoria e annessa richiesta di aiuto, il progetto di “micro-accoglienza diffusa” lo sperimentano con successo da circa un anno l’associazione Migrantes e la parrocchia guidata da don Totoni Cossu.
Tre stanze da letto, un bagno, soggiorno e cucina, una bicicletta rosa appoggiata fuori dall’ingresso per sbrigare le commissioni più urgenti.
E sul muro dietro il tavolo, appeso come un promemoria di quelli che proprio non si possono dimenticare, un cartellone con le regole della casa, le “Houserules”.
Dentro ci vivono da qualche mese quattro giovani arrivati dalla Nigeria e uno dal Gambia, la convivenza fila che è una bellezza, e i santupredini spesso e volentieri bussano a quel portone per offrire piatti succulenti della cucina barbaricina. A conferma, se mai ce ne fosse, che la proverbiale ospitalità nuorese è una qualità ancora ben salda ai piedi del Redentore.
Al Comune di Nuoro, questa esperienza positiva di accoglienza dei migranti nelle case nuoresi, è piaciuta così tanto che per questa ragione, nei giorni scorsi, ha deciso di aderire a un bando, lo Sprar, che prevede, per chi vi aderisce, la possibilità di ospitare un certo numero di migranti – già identificati e in possesso dei requisiti da rifugiato politico – nelle case dei cittadini che si renderanno disponibili.
Il canone d’affitto lo paga lo Stato, il Comune, di suo, mette solo un contributo in termini di professionisti, psicologi e mediatori culturali che accompagnino le famiglie e i migranti in questo percorso. «Vorrei che fosse chiaro: si tratta di fondi che il ministero ha dedicato a questo progetto, e che non possono essere destinati ad altro.
Sono fondi che se non aderiamo non arrivano» ha spiegato ieri mattina, il sindaco Andrea Soddu presentando il progetto in Comune insieme all’assessore Valeria Romagna, al presidente della commissione consiliare servizi sociali, Graziano Siotto, e ai componenti della stessa commissione.